RIASSUMI IN MOO CORTO E DISCORSIVO
Lo scorso 12 marzo, si è svolto l’incontro informativo annuale, tra la direzione di Zte Italia, le Segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e le RSU, in cui l’azienda ha descritto l’andamento occupazionale e le prospettive di sviluppo della società.
Zte Italia conta, ad oggi, 181 addetti, di cui 168 a tempo indeterminato, 1 tempo determinato e 12 staff leasing. Le risorse sono suddivise in 138 uomini e 41 donne, collocati tra Roma, Milano, Pozzuoli Padova e Valsamoggia. L’azienda ha mostrato il calo di addetti nel corso dell’ultimo triennio, partendo dai 210 dipendenti del 2024, ai 209 del 2025 (anno in cui sono state fatte delle assunzioni sul mondo della installazione telefonica) ai 181 attuali del 2026.
Zte Italia si è dichiarata fiduciosa di poter gestire le complicate dinamiche di mercato senza traumi e con strumenti di accompagnamento all’uscita esclusivamente su base volontaria, aprendo al confronto su alcune tematiche di contrattazione di secondo livello sollecitate dalle organizzazioni sindacali.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil nel ringraziare l’azienda per l’informativa contrattualmente prevista in materia di andamento occupazionale, hanno lamentato scarsa trasparenza nella indicazione dei volumi di attività che vengono lavorate in appalto e soprattutto la mancata comunicazione relativa al numero di consulenti operanti a stretto contatto con Zte. Le dinamiche occupazionali in pesante calo dal 2019 ad oggi, in cui il personale in Italia si è praticamente dimezzato, generano nel sindacato confederale forte preoccupazione. Il tentativo di Zte di “aprirsi” al mercato delle installazioni e manutenzione telefonica è stato di fatto un fallimento, con pochi addetti assunti in Emilia Romagna, senza reali prospettive.
In considerazione delle dinamiche di mercato presenti nel comparto Telecomunicazioni, tenendo conto che Zte è pressoché monocommittente di un operatore che di fatto ha di fatto bloccato il piano lavori del 5G, le preoccupazioni sulla tenuta occupazionale dell’intero perimetro sono sempre più forti.
Tutto questo si riversa, inconfutabilmente, sulla mancanza concreta di volontà nel rinegoziare e definire un accordo integrativo aziendale oramai fermo da oltre 6 anni, con particolare riferimento al tema del lavoro agile, su cui azienda ZTE ha dimostrato, nell’ultimo anno, un approccio rigido fuori dal tempo e dal contesto.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil auspicano maggiore concretezza nei piani di sviluppo aziendali per il futuro e sollecitano un confronto serio che, partendo dalla difesa dei livelli occupazionali, possa dare risposte alle lavoratrici ed ai lavoratori sulle condizioni lavorative, partendo dal miglioramento della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.




