In data 17 marzo 2026, presso l’Unione Industriali di Torino, si è conclusa con la sottoscrizione di un
accordo sindacale la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda in data 11 febbraio 2026
ai sensi della Legge 223/91, riguardante complessivamente 19 lavoratrici e lavoratori delle sedi di
Milano, Roma e Torino del reparto Finance.
La procedura si è inserita in un più ampio contesto di riorganizzazione aziendale che, fin dall’avvio del
confronto sindacale, ha posto particolare attenzione al tema dei prepensionamenti quale leva
fondamentale per la gestione degli esuberi, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sociale degli
interventi.
Nel corso dell’esame congiunto, l’azienda ha motivato il ricorso alla procedura come unico strumento
per una diversa gestione dei costi del reparto Finance, prevedendo la polarizzazione delle attività presso
due sedi estere (India e Romania).
Sin dal primo confronto, le Segreterie Nazionali, unitariamente, hanno espresso la loro netta contrarietà
all’utilizzo di uno strumento particolarmente traumatico come quello previsto dalla Legge 223/91 per
gestire scelte organizzative aziendali, dichiarando al contempo la piena disponibilità a individuare
soluzioni condivise finalizzate a evitare qualunque espulsione forzata dal ciclo produttivo.
Le Organizzazioni Sindacali hanno richiesto con forza all’azienda di percorrere tutte le possibili
alternative ai licenziamenti unilaterali, valorizzando in particolare:
i percorsi di accompagnamento alla pensione, attraverso lo strumento della legge 416;
la mobilità interna;
l’utilizzo di importanti risorse per esodi incentivati volontari.
In tale contesto, si evidenzia positivamente il lavoro svolto dall’azienda che, accogliendo le richieste
sindacali, ha costruito un percorso articolato e responsabile, finalizzato a una gestione non traumatica
degli esuberi.
In particolare, l’accordo prevede:
l’attivazione della CIGS per riorganizzazione, anche finalizzata al prepensionamento di una parte
significativa dei lavoratori coinvolti;
la centralità del criterio della volontarietà nelle uscite, evitando soluzioni unilaterali;
una puntuale verifica delle possibilità di ricollocazione interna, che ha consentito di individuare
opportunità concrete per alcuni lavoratori;
il riconoscimento di incentivi economici di miglior favore per chi aderirà ai percorsi di uscita.
L’intesa raggiunta rappresenta un punto di equilibrio importante tra le esigenze organizzative
dell’azienda e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, ed è il risultato di un confronto serio, continuo e
responsabile tra le Parti.
L’accordo ha inoltre scongiurato, almeno allo stato attuale, gli esiti più critici di una procedura che
prevede l’esternalizzazione all’estero di attività fino ad oggi svolte in Italia.
Riteniamo, infine, che l’azienda abbia dimostrato attenzione nei confronti delle rivendicazioni sindacali,
tenendo in considerazione le esigenze e le aspettative dei lavoratori coinvolti.
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