A seguito del comunicato stampa, datato 1 marzo 2026, avente come oggetto la deliberazione del CDA Tessellis di accettare una offerta vincolante del ramo di azienda B2C di Tiscali Italia ed i relativi marchi “Tiscali” e “Linkem” mediante un fitto funzionale ed al successivo acquisto dello stesso ramo e dei due brand, nonché il depositare l’istanza di avvio della procedura negoziata della crisi ai sensi del Codice di crisi d’impresa e di insolvenza con richiesta di misure protettive, presso la camera di Commercio di Cagliari, le Segreterie nazionali SLC-FISTEL-UILCOM hanno richiesto un approfondimento immediato alla dirigenza aziendale.
Il suddetto approfondimento svoltosi nel pomeriggio di oggi ha evidenziato una serie di forti criticità già presenti nella istanza e determinati dagli stessi vincoli procedurali, quali ad esempio il rilascio di un non dissenso di un esperto nominato nell’ambito della negoziazione, oltre al rilascio della autorizzazione/nulla osta della disciplina cosiddetta “Golden Power” e Antitrust.
A queste prime forti perplessità di natura procedurale. Ulteriori elementi di merito sono stati oggetto del confronto odierno.
La dirigenza aziendale ha dichiarato che nonostante gli sforzi introdotti negli ultimi mesi, che dovevano portare inizialmente ad un possibile rilancio dell’asset aziendale o quanto meno ad una sua valorizzazione, il cui obiettivo finale avrebbe comunque previsto una successiva vendita ad un operatore del settore, tale ipotesi, non ha avuto nessuna risposta concreta e quindi per evitare di aprire il percorso verso la messa in liquidazione complessiva si è deciso di intraprendere questo percorso alternativo che porterebbe di fatto all’acquisizione del ramo al nuovo acquirente “Canarbino SpA” operatore primario del settore energetico in Italia.
L’azienda dichiara attualmente una occupazione complessiva di 638 addetti sui perimetri Be to Be, Be to C, Media ed altre linee di Business, operanti nelle attuali 4 sedi quali: Cagliari, Roma, Bari, Taranto, per questa ultima sede l’azienda ha dichiarato, che il nuovo acquirente ne chiederebbe il superamento complessivo.
Le Segreterie Nazionali hanno quindi replicato confermando tutte le loro perplessità su una operazione che al momento non offre garanzie sotto l’aspetto della occupazione complessiva, visto l’ulteriore elemento di novità ovvero la riduzione complessiva delle attuali sedi. Abbiamo quindi richiesto un confronto di merito con l’intera delegazione ribadendo la nostra contrarietà a percorsi non condivisi o atti unilaterali considerando anche le possibili alternative alla chiusura fisica della sede pugliese.
La dirigenza aziendale si è dichiarata disponibile a un confronto serrato confermando di voler percorrere strade da condividere, come fatto fino ad oggi. Si è quindi deciso di convocare, in sede plenaria un ulteriore incontro già il prossimo 6 marzo 2026.
Koinè e Koinè Bologna – Comunicato unitario su affitto ramo d’azienda
Nella giornata del 25 febbraio 2026 si è svolto l’esame congiunto, richiesto dalle scriventi...




