Nella giornata del 2 febbraio 2026 si è svolto un incontro tra le Segreterie Nazionali e Territoriali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, unitamente alle RSU, e l’azienda Tiscali Italia al termine del quale è stato sottoscritto un nuovo accordo di esodi incentivati, al fine di gestire le eccedenze dichiarate attraverso strumenti il meno traumatici possibile.
A inizio incontro è stata, infatti, illustrata una condizione aziendale estremamente difficile e complessa che ha portato alla decisione, data l’impossibilità di proseguire l’impresa così come è, di dare mandato ad una società esterna di valutare “l’appetibilità” sul mercato del mondo B2C. Sia questo studio che le prime manifestazioni di interesse avrebbero portato alla individuazione di un perimetro occupazionale ottimale di circa 500 FTE (comprensivo di 13 dirigenti) rispetto agli attuali 620 FTE.
Di conseguenza l’azienda ha aperto una nuova procedura di riduzione di personale ex legge 223/1991 per un numero massimo di 220 lavoratori così ripartiti territorialmente: Cagliari 104, Roma 24, Bari 42, Taranto 50. La procedura è stata immediatamente chiusa tramite la sottoscrizione di un accordo sindacale che prevede, quale unico criterio di applicazione, la non opposizione al licenziamento. Il termine per la risoluzione collettiva dei rapporti di lavoro è stato fissato al 28 febbraio e prevede il seguente piano di esodi incentivati:
◼ 34 mensilità per il personale operativo impiegato in ambito Customer Quality & Operations nei settori Customer Service
◼ 22 mensilità per il restante personale
L’incentivazione all’esodo sarà garantita per 50 FTE in base all’ordine cronologico di manifestazione all’adesione e nel rispetto del limite massimo per funzioni definito dall’azienda.
Pur non essendoci sottratti, con grande senso di responsabilità, al confronto e alla definizione di un accordo finalizzato a contenere, attraverso strumenti non traumatici, gli effetti della complicata situazione aziendale abbiamo ribadito come non si più possa puntare esclusivamente sulla riduzione del perimetro occupazionale, soprattutto in ambito Customer, ma come sia fondamentale cercare contestualmente soluzioni di tipo industriale e duraturo.
Il futuro di Tiscali e, di conseguenza, delle lavoratrici e dei lavoratori che da tanti anni mettono a disposizione con impegno e dedizione le loro professionalità, sono per le scriventi Organizzazioni Sindacali una priorità imprescindibile e, nel caso fosse necessario, saremmo costretti a mettere in campo tutte le azioni dovute cercando di coinvolgere le istituzioni sia territoriali che nazionali.




